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	<title>Forum degli Ecologisti Democratici di Ravenna</title>
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		<title>Incontro sul miglioramento della qualità ambientale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[martedì 13 luglio 2010 Giovedì prossimo, alla Camera di Commercio di Ravenna alle ore 9,30, avrà luogo un incontro nazionale sulle novità relative alla certificazione ambientale Emas: lo strumento riconosciuto a livello comunitario che riguarda l&#8217;adesione volontaria ad un sistema di gestione ambientale della propria attività; l&#8217;iniziativa è organizzata dalle Camere di Commercio di Ravenna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=154&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>martedì 13 luglio 2010</p>
<p>Giovedì prossimo, alla Camera di Commercio di Ravenna alle ore 9,30, avrà luogo un incontro nazionale sulle novità relative alla certificazione ambientale Emas: lo strumento riconosciuto a livello comunitario che riguarda l&#8217;adesione volontaria ad un sistema di gestione ambientale della propria attività; l&#8217;iniziativa è organizzata dalle Camere di Commercio di Ravenna e di Forlì-Cesena, attraverso le rispettive Aziende Speciali: SIDI Eurosportello e CISE- Centro per lo Sviluppo Economico, in qualità di Scuola Emas ed Ecolabel e in collaborazione con Confindustria Ravenna.</p>
<p><span id="more-154"></span></p>
<p>La giornata sarà dedicata, in particolare, alle aree industriali o a prevalenza industriale, caratterizzate da specifici settori di attività o parti di filiere produttive, cioè ai cosiddetti Ambiti Produttivi Omogenei (APO), assimilabili ai distretti industriali.<br />
In Italia ci sono 8 realtà che hanno intrapreso il percorso di certificazione e una delle prime che ha intrapreso il percorso di certificazione ambientale Emas è l&#8217;area chimica industriale di Ravenna. All&#8217;incontro interverranno anche gli altri distretti, a partire dal sistema turistico del Polesine fino al distretto conciario di Solfora, in provincia di Avellino.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di condividere insieme agli Enti istituzionali competenti, Comitato Nazionale EMAS, ISPRA, Pubbliche Amministrazioni, Associazioni di Categoria e Imprese, le esperienze realizzate sull&#8217;applicazione di EMAS, analizzando i risultati raggiunti e le opportunità legate al nuovo Regolamento Emas, per quanto riguarda i processi di misurabilità dei miglioramenti ambientali dei distretti ed il loro approccio per fasi, al fine di favorire l&#8217;adesione a questo modello da parte di altre filiere produttive caratteristiche del territorio (calzaturiero, metalmeccanico, agroalimentare, turismo, ecc.).</p>
<p>Il programma della giornata prevede, alla mattina, numerosi interventi da parte degli attori istituzionali che promuovono l&#8217;adesione alla certificazione ambientale EMAS e diffondono strategie per rendere più agevole il percorso di adesione. Nella sessione pomeridiana i rappresentanti degli Ambiti Produttivi Omogenei registrati in Italia a presenteranno la propria esperienza, mettendo in luce i punti di forza e le criticità affrontate. (vedi programma allegato).<br />
I risultati della giornata di confronto serviranno ad individuare proposte da sottoporre al Comitato EMAS Italia al fine di revisionare la propria posizione sull&#8217;applicazione del nuovo Regolamento negli Ambiti Produttivi Omogenei.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è GRATUITA, tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Per motivi organizzativi è richiesta l&#8217;iscrizione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecopinioni.wordpress.com/154/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecopinioni.wordpress.com/154/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=154&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Bentornati nel mondo di Mr.Dickens.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il lavoro è importante. Non è solo questione di sussistenza. Il lavoro è autonomia, è libertà. Chi lavora ne conosce il valore. Per questo si piega, talvolta, a condizioni inumane. C’è stato un tempo in cui si faticava 15 ore al giorno. Per paghe da fame. In altri mondi accade ancora. Il lavoro qualche volta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=151&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro è importante.<br />
Non è solo questione di sussistenza.<br />
Il lavoro è autonomia, è libertà.<br />
Chi lavora ne conosce il valore.<br />
Per questo si piega, talvolta, a condizioni inumane.<br />
C’è stato un tempo in cui si faticava 15 ore al giorno. Per paghe da fame.<br />
In altri mondi accade ancora.<br />
Il lavoro qualche volta abbruttisce, aliena, divora.<br />
Di lavoro si muore ancora.<br />
 “La morte di un uomo è una tragedia, sosteneva Stalin, ma quella di milioni di persone è una statistica”.<br />
Gli esseri umani non sono solo numeri, ruote di un ingranaggio, politico o economico.<br />
Dov’è che è cominciato, com’è che una tragedia si è trasformata in statistica? Infortuni, disoccupazione, miseria, morte.<br />
Quand’è che la clessidra si è capovolta di nuovo?<br />
Che le regole sono diventate lacci? Da sciogliere.<br />
Che le persone sono diventate costi? Da abbattere:<br />
L’occidente aveva superato la contrapposizione fra lavoro e diritti, attraverso una lunga stagione di conquiste individuali e sociali.<br />
Lotte, contrasti ma l’ago della bussola era puntato lì.<br />
Anche per i Presidenti di Confindustria.<br />
Di allora.<br />
La qualità totale della produzione presupponeva adesione, identificazione, soddisfazione.<br />
Non sono più necessarie?<br />
Libertà d’impresa e libertà delle persone non sono più coessenziali?<br />
O non sono più essenziali i lavoratori?<br />
O solo i lavoratori che vogliono un lavoro migliore, desiderabile, equamente retribuito?<br />
Marchionne è un buon manager ma ha detto una sciocchezza identificando il dissenso con l’assenteismo: in chi possiede forte il senso della propria dignità, la coscienza dei diritti coincide, in genere, con quella dei doveri.<br />
Cosa succede, dove stiamo andando?<br />
Qual’è il punto di tenuta, dell’assieme e delle sue parti?<br />
Cosa consumeremo dopo aver consumato tutto, petrolio, terra, acqua, giustizia, dignità, vita?<br />
Quale criterio di razionalità si è smarrito?<br />
Quale scintilla di umanità si è spenta?<br />
Non siamo tutti più cattivi, naturalmente.<br />
Siamo più indifferenti, questo sì, la soglia di attenzione e di reazione si è abbassata.<br />
Abbiamo imparato, oh si fa presto, a non curarci della sofferenza di un immigrato, delle ansie di un precario, del turbamento di un disoccupato, delle difficoltà di tante famiglie.<br />
Ci siamo creati meccanismi di estraniazione che ci aiutano a rimuovere la coscienza del rapporto che c’è tra il nostro benessere e il malessere di altri esseri umani.<br />
C’è molto volontariato, certo.<br />
E’ una risorsa straordinaria.<br />
Ma è una generosità risarcitoria.<br />
Da un lato, prima, una libertà senza limiti, nella sfera individuale ed economica, homo hominis lupus, insensibile alle persone e alla terra.<br />
Dall’altro, dopo, separata, una solidarietà riparatoria, espressione della sfera morale o religiosa.<br />
Il problema non è chi ricuce le ferite sociali, se lo Stato o il privato.<br />
La questione è provare a ricomporre quel che si è scomposto, a tenere assieme, dall’inizio,  libertà e giustizia per evitare di produrre ferite dolorose.<br />
Il welfare è cresciuto così: per un senso di giustizia e per un’esigenza di coesione sociale.<br />
Forse si può coltivare di nuovo l’idea di una libertà responsabile, che includa nel suo esercizio il limite, la solidarietà.<br />
Anche nella sfera della produzione, in una ritrovata tensione etica.<br />
Come espressione di un unitario e razionale progetto sociale.<br />
Cosa c’è di sociale in un’economia di mercato che falcidia i salari e dilata le distanze?<br />
Di cosa parlaTremonti, saltellando senza pudore tra citazioni di Einaudi e dazi doganali, cosa vuol dire quando teorizza il superamento del conflitto fra capitale e lavoro?<br />
Il welfare, i salari, il lavoro, la redistribuzione della ricchezza prodotta, la progressività delle imposte, la tutela dei beni comuni, un’opportunità per tutti.<br />
La ricerca della felicità.<br />
E’ così che gira la ruota.<br />
Nell’occidente democratico e cristiano.<br />
La legittimazione di un sistema  dipende dalla capacità di diffondere il benessere fra i cittadini, di far sì che il lavoro sia un buon lavoro, che la vita sia una buona vita.<br />
Che un lavoratore non debba scegliere tra lavoro e diritti.<br />
Che un’impresa non debba scegliere tra la loro negazione e la chiusura.<br />
Anche questa è un’alternativa ingiusta.<br />
Sono nodi che un imprenditore fatica a sciogliere da solo.<br />
Anche un buon imprenditore, ce ne sono tanti, ne abbiamo bisogno, sono un grande patrimonio della comunità.<br />
Sarebbe necessaria una nuova cultura delle classi dirigenti.<br />
La forbice allargata ricchi-poveri non è accidentale, non è vista più come un fenomeno da riassorbire, ma come una condizione funzionale allo sviluppo, tanto più quando è costruito su produzioni a basso contenuto di innovazione.<br />
Sembra prevalere l’dea che per “tenere” l’assieme sia necessario sacrificare alcune parti.<br />
Che il bene comune, oggi, non consista più nella diffusione del benessere all’interno del Paese ma coincida con l’efficienza produttiva, a qualsiasi prezzo, perché chi può pagare le merci lo si va a cercare nei mercati del mondo.<br />
Non muovo accuse.<br />
Non ho una risposta.<br />
Ce ne sono già troppe, in giro, di ricette facili.<br />
Di risposte senza domande.<br />
Come direbbe Heiddegger, non posso presentarmi a predicare in pubblico, non conosco alcuna strada per una modifica immediata dell’attuale stato del mondo.<br />
Vedo bene l’ingranaggio in cui siamo.<br />
E’ quello che sta divorando la mia agricoltura, il nostro territorio, il futuro di tanti giovani, la serenità di troppe persone.<br />
So che è difficile sottrarvisi.<br />
E’ lo stesso, in sembianze diverse, che ci ha portato dentro la crisi e che ora pregiudica la ripresa.<br />
Ma questo non ci libera dalla responsabilità.<br />
Ci stiamo nascondendo dietro una oggettività che non esiste.<br />
Come alberi nella foresta.<br />
Se c’è una cosa sulla quale la crisi dovrebbe ammaestrarci è che non esistono leggi assolute, che i modi di organizzarsi della produzione cambiano, interagiscono con le aspirazioni, i bisogni, il contesto ambientale.<br />
Ci vuole una buona dose di conformismo per pensare ogni volta, fino alla prossima, che non ci sia un’alternativa, che non resti altro da fare che abbandonarsi alla corrente.<br />
Abbiamo rinunciato a cercare strade diverse, a compiere scelte morali.<br />
E’ come se si fosse congelato il pensiero, aggrappato al dogma del mercato autoregolato, spaventato di sé, del compito gravoso di ripensarsi, insensibile alle ragioni della crisi, alle sue conseguenze.<br />
Ma la responsabilità, talvolta, è quella che ci fa dire no, che può essere altrimenti.<br />
Bisogna diffidare delle teorie troppo dritte.<br />
Nessuna alternativa di sistema, nessun ritorno indietro ma un uso intelligente della globalizzazione per risolvere le contraddizioni che l’incontrastato incedere del capitalismo ha generato.<br />
Serve un ruolo ordinatore della politica.<br />
Per sbrecciare questo muro fortificato.<br />
Se non un altro mondo, subito, un altro modo è possibile, adesso.<br />
Se ancora non si sono, le alternative, bisognerà cominciare a cercarle.<br />
Forse le lucciole non sono scomparse e basta volerle vedere.<br />
Guido Tampieri</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecopinioni.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecopinioni.wordpress.com/151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=151&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CIAO ENZO: “Il cordoglio degli ecodem per la morte di Enzo Tiezzi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 22:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[2 luglio 2010, in Articoli “Ho avuto la fortuna di conoscere Enzo Tiezzi, a Siena, nei primi anni ottanta. Non era ancora stato pubblicato il suo libro forse più celebre, quel “Tempi storici tempi biologici” che, pubblicato nel 1984, avrebbe profondamente influenzato l’ambientalismo italiano. Enzo faceva parte, in quegli anni, del ristretto gruppo di scienziati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=149&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 luglio 2010, in Articoli<br />
“Ho avuto la fortuna di conoscere Enzo Tiezzi, a Siena, nei primi anni ottanta. Non era ancora stato pubblicato il suo libro forse più celebre, quel “Tempi storici tempi biologici” che, pubblicato nel 1984, avrebbe profondamente influenzato l’ambientalismo italiano. Enzo faceva parte, in quegli anni, del ristretto gruppo di scienziati che, tra Stoccolma, Barcellona e gli Stati Uniti, stava mettendo a punto il concetto di “ sviluppo sostenibile”.</p>
<p><span id="more-149"></span></p>
<p>Così, con queste parole, molti anni dopo, avrebbe poi ricordato l’origine di quel concetto:</p>
<p>“&#8230; il termine sviluppo sostenibile, in lingua originale sustainable development, è nato da una intelligente intuizione di Brian Morton, dell&#8217;Università della California, basata su un termine inglese che fino ad allora era un termine musicale. Se voi suonate una nota di un pianoforte, DO, dopo un attimo la nota si spenge. Chi suona il piano sa che per mantenere nel tempo questa nota si deve pigiare un pedale. Questo pedale, da sempre, in termini musicali si chiama sustain che vuol dire appunto &#8220;sostenere nel tempo la nota&#8221;. Da qui è nato il concetto di sviluppo sostenibile. Prima di allora si parlava di carrying capacity del pianeta, ossia di capacità portante del pianeta. Ma la solidarietà generazionale di cui parla il grande economista americano Herman Daly, cioè l&#8217;idea di estendere al futuro, alle future generazioni, lo sviluppo, è nata proprio dal verbo to sustain, perché to carry è la mia capacità di portare ora mentre to sustain è la capacità di portare nel tempo cioè di sostenere lo sviluppo anche per le future generazioni. Così è nato questo concetto, e io ho avuto il piacere e l&#8217;onore di essere l&#8217;unico italiano presente nel gruppo che ventuno anni fa, eravamo nell&#8217;84, ne pose le basi. Tre anni più tardi, nell&#8217;87, la signora Brundtland usò questo termine nel Rapporto alle Nazioni Unite”.<br />
Scienziato e studioso di fama internazionale, Enzo Tiezzi è stato uno dei padri dell’ambientalismo italiano, attraverso un appassionato impegno segnato dalla capacità di gettare un ponte tra cultura scientifica e cultura umanistica, tra ecologia ed economia, in sintonia con personalità come Edgar Morin, Elya Prigogine, Herman Daly, Barry Commoner.<br />
Scienziato, ambientalista, ma anche uomo di sinistra pronto a dare una mano sia nella sua Siena – fu anche grazie al suo contributo di analisi e di idee, ad esempio, che il PCI senese, con una svolta ambientalista lungimirante e coraggiosa che lo portò ad essere definito “il PCI più verde d’Italia”, mise al centro del suo programma, già nella seconda metà degli anni 80, l’idea uno “sviluppo ecologicamente sostenibile” – sia attraverso un impegno politico sul piano nazionale che ad un certo punto prese per Enzo anche la forma di esperienza istituzionale, in Parlamento, come deputato nel gruppo della Sinistra indipendente dal 1987 al 1992.<br />
Lo avevo sentito al telefono, l’ultima volta, all’inizio di quest’anno: mi aveva chiamato per commentare una mia intervista sulla green economy, ed ero stato felice di sentirlo. Sapevo che era malato, e mi erano tornate in mente le parole di una sua intervista all’Avvenire, nel 2005, che ad un certo punto lo aveva portato a parlare di sé e della morte: “Anche se ho una certa età mi piacerebbe vivere, e vivere ancora a lungo, quello che non mi piace è l’attaccamento morboso che spinge ad effettuare le manipolazioni più terribili… Tutto mira a dare un’illusione di eternità che non fa parte della natura umana. Non si affronta così il problema della morte. Si debbono sopportare le malattie che abbiamo, e accettare la morte con rassegnazione: l’atarassia, come dicevano Epicuro e Lucrezio”.<br />
Precursore del concetto di sviluppo sostenibile e di una moderna cultura ecologista, Enzo ci ha lasciato proprio mentre da un lato la crisi ambientale globale si fa sempre più grave – a cominciare dai cambiamenti climatici – ma dall’altro, per fortuna, sembra finalmente prender corpo attraverso la rivoluzione della green economy quella svolta verso un nuovo modello economico che, se accompagnato da una svolta anche negli stili di vita e nella concezione stessa del benessere, potrebbe dare all’umanità nuove ragioni di fiducia nel futuro. Proprio per questo mi tornano ora in mente quelle sue parole sull’origine del concetto di sviluppo sostenibile: “..chi suona il piano sa che per mantenere nel tempo una nota si deve pigiare un pedale che si chiama sustain e le fa risuonare a lungo nel tempo”.<br />
Ciao Enzo, grazie per ciò che ci hai insegnato, e per le note che hai saputo suonare: note che messe in fila, una dopo l’altra, fanno del tuo pensiero un pensiero capace di durare nel tempo.</p>
<p>Fabrizio Vigni</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ecopinioni.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ecopinioni.wordpress.com/149/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=149&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>MANOVRA: WWF, STOP A CERTIFICATI VERDI KILLER RINNOVABILI</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 17:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 04 GIU &#8211; L&#8217;articolo 45 della manovra &#8221;che prevede l&#8217;abrogazione della norma che garantisce l&#8217;estensione dei certificati verdi per tutti i nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili&#8221; sara&#8217; &#8221;un killer del mercato dell&#8217;energia pulita&#8221;. Lo dice il presidente di Wwf Italia, Stefano Leoni, secondo il quale &#8221;quest&#8217;articolo creera&#8217; solo danni alla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=147&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 04 GIU &#8211; L&#8217;articolo 45 della manovra &#8221;che prevede l&#8217;abrogazione della norma che garantisce l&#8217;estensione dei certificati verdi per tutti i nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili&#8221; sara&#8217; &#8221;un killer del mercato dell&#8217;energia pulita&#8221;. Lo dice il presidente di Wwf Italia, Stefano Leoni, secondo il quale &#8221;quest&#8217;articolo creera&#8217; solo danni alla nostra economia, aumentera&#8217; il debito pubblico e certo non aiutera&#8217; a diminuire le emissioni di gas serra rispetto alle quali il nostro paese non ha ottemperato alle riduzioni fissate dagli accordi internazionali&#8221;. &#8221;Il beneficio del certificato verde a sostegno delle fonti di energia rinnovabili &#8211; spiega &#8211; non e&#8217; a carico della finanza pubblica, ma esclusivamente del consumatore. Quindi, la sua riduzione non comporta alcun risparmio a vantaggio delle casse dello Stato&#8221;. Ma &#8221;al contrario, l&#8217;effetto di questa manovra e&#8217; il rallentamento della crescita economica poiche&#8217; verranno realizzati un numero inferiore di nuovi impianti e questo, a sua volta, fara&#8217; calare il gettito fiscale. Quindi, questa disposizione e&#8217; incomprensibile e va contro le intenzioni sbandierate dal governo&#8221;. &#8221;Anche se l&#8217;art. 45 e&#8217; da poco tempo in vigore gli effetti si sono fatti sentire: le banche sono piu&#8217; rigide nell&#8217;accendere mutui per la realizzazione di nuovi impianti poiche&#8217; la nuova situazione di fatto intacca un mercato in espansione anche grazie alle incentivazioni pubbliche&#8221;. &#8221;Circola voce &#8211; aggiunge Leoni &#8211; che questa misura sia stata voluta dall&#8217;onoreole Calderoni, in quanto la maggior parte dell&#8217;incentivo andrebbe al sud Italia, nonostante il maggior consumo di energia sia al nord. Se fosse cosi&#8217; e&#8217; certamente una stramba interpretazione del federalismo: si preferisce penalizzare il sud e premiare l&#8217;importazione di petrolio dai paesi arabi&#8221;. (ANSA) Y87-MRB<br />
04/06/2010 18:58 </p>
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		<title>OGM in agricoltura, è l’ora del made in Italy?</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 16:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Chi viaggiando dal nord al sud America si imbattesse negli immensi campi di soia o mais noterebbe oltre al loro ordinato disegno geometrico una perfetta uniformità di colori rallegrandosi di tanta cura e precisione. Eppure, successivamente, tornando con la mente a quella perfezione si accorgerebbe della mancanza di qualche cosa  e riaffiorerebbe l’immagine di più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=144&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Chi viaggiando  dal nord al sud America si imbattesse negli immensi campi di soia o  mais noterebbe oltre al loro ordinato disegno geometrico una perfetta  uniformità di colori rallegrandosi di tanta cura e precisione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Eppure,  successivamente,  tornando con la mente a quella perfezione si accorgerebbe della mancanza   di  qualche cosa  e riaffiorerebbe l’immagine di più tradizionali  coltivazioni nostrane “macchiate” dall’esuberante rosso dei papaveri  e dal delicato azzurro dei fiordalisi.<span id="more-144"></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Quelle uniformi   distese sono coltivazioni OGM cioè organismi geneticamente modificati,  ne parliamo perché l’Unione Europea ha recentemente autorizzato la  coltivazione in Europa di patate GM e una recente sentenza del Consiglio   di Stato rende di fatto possibile, dai primi di Aprile, la coltivazione  del mais GM in Italia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L’ex ministro  dell’agricoltura Zaia, nel trambusto elettorale, non ha fatto valere  la sua dichiarata contrarietà, mentre il suo successore Galan  intervenendo  al direttivo di Confagricoltura tenutosi il 6 Maggio scorso ha delineato   tra le sue priorità l’analisi dei dossier aperti, tra cui anche gli  OGM, senza alcuna pregiudiziale e con l’obiettivo primario  dell’innalzamento  del livello di reddito del settore in un’ ottica di collaborazione  con la filiera dell’agricoltura: in sostanza, porte aperte forse no  ma socchiuse sì.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le tecniche  che utilizzano organismi viventi o parti di essi (batteri, lieviti,  cellule vegetali o animali)  al fine di ottenere beni o servizi  sono in realtà antichissime, il latte che si trasforma in formaggio,  il succo d’uva in vino sono esempi delle biotecnologie tradizionali  in cui è la natura a determinare l’esito finale. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le  biotecnologie  “avanzate” invece applicano le scoperte dell’ingegneria genetica  e della biologia molecolare alla selezione di nuovi organismi e alla  creazione di nuovi prodotti attraverso la ricombinazione del DNA che  è la molecola, presente in tutte le cellule di ogni essere vivente,  portatrice delle informazioni primarie per la vita ovvero le istruzioni  necessarie alla cellula per svilupparsi, nutrirsi, riprodursi e  rispondere  agli stimoli ambientali.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La Direttiva  europea 2001/18 definisce l’OGM “un organismo, il cui materiale  genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in  natura…”  attraverso tecniche che permettono di estrarre, isolare, modificare  e trasferire frammenti di DNA da un individuo ad un altro, anche se  appartenenti a specie diverse,  per cui viene detto “trasformato”  o “transgenico”.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La coltivazione   di Piante GM introduce immediatamente il concetto di biosicurezza tanto  che il termine “effetti indesiderati” è preso in considerazione  sia dai favorevoli che dai contrari come sinonimo di effetto secondario  non voluto o pericoloso associando le trasformazioni genetiche ad alti  livelli di imprevedibilità, tanto che diversi prodotti già presenti  sul mercato, quando analizzati una seconda volta con tecniche più  aggiornate,  spesso rilevano risultati imprevisti e non concordanti con i precedenti  come ad esempio nei casi della soia Roundup Ready o del Mais MON 810  dove vennero mostrate perdite di sequenze di DNA, o come nel caso di  una varietà di tabacco, Nicotiana lansgdorffii, trasformata con il  gene del recettore glutirticoide del ratto che ha mostrato una  interferenza  imprevista nel metabolismo ormonale della Nicotiana: l’autofecondazione  delle piante transgeniche ha portato ad un aumento della sterilità  e alla riduzione della loro vitalità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Se ad oggi  non sono dimostrati effetti negativi diretti sulla salute umana è sui  territori coinvolti che si rilevano serie conseguenze, infatti, la  fertilità  del terreno e la sua capacità di nutrizione delle piante è dovuta  alla presenza di diversi microrganismi del suolo capaci di stabilire  positive simbiosi mutualistiche con la maggior parte delle piante. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L’introduzione  di  colture transgeniche resistenti a erbicidi e insetti, orientate  alla omogeneità produttiva, comporta massicci trattamenti erbicidi  per tutto il ciclo vitale della pianta che modificano la composizione  e la diversità delle comunità microbiche del suolo con conseguente  impoverimento di fertilità dei terreni e riduzione di biodiversità:  chi volesse cambiare coltura non potrebbe farlo per lungo tempo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Tra i problemi  che i sostenitori degli OGM  si propongono di risolvere con il supposto  aumento di produzione, quello della fame nel mondo è, senza dubbio,  il più rilevante, il ragionamento apparentemente serio cozza con la  realtà tipica dei paesi avanzati che soffrono proprio di una pesante  sovrapproduzione agricola che viene disincentivata a suon di contributi  pubblici e distrutta. E’ sconcertante l’occultamento della verità  anche da parte dei grandi mezzi d’informazione intorno alla reale  disponibilità di risorse alimentari mondiali, di fatto si produce una  quantità di cibo assolutamente superiore a quella necessaria per sfamare   il mondo, pertanto è fuorviante proporre gli OGM come soluzione a questo   problema e se intere popolazioni continuano a soffrire la fame, la loro  sicurezza e indipendenza alimentare dipende essenzialmente dal loro  potere d’acquisto e non tanto dalla disponibilità fisica di cibo. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Sono di natura  politica, economica, culturale, organizzativa, ecc. i problemi da  risolvere  e non certo legati alla scarsità della produzione o alla mancanza in  natura di specie vegetali che si adattino alle più disparate condizioni  ambientali, ed è oltre modo preoccupante e gravido di rischi il  passaggio  del controllo dell’agricoltura dal settore pubblico, gestito dalle  politiche agricole nazionali ed internazionali, a quello privato,  gestito  dalle multinazionali private, in cui l’unica regola che fa muovere  il mercato è il profitto e non certo la soluzione della fame nel mondo. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le  biotecnologie  “avanzate” abbracciano tutti i metodi di modificazione genetica  basati sulle tecniche del DNA ricombinante e della fusione cellulare,  trovano applicazione in numerosi campi come quello sanitario,  farmaceutico,  zootecnico, energetico, ambientale ed è sbagliato schierarsi  ideologicamente  a priori contro una tecnica che in questi campi può portare vantaggi  e benefici, </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma nel settore  agroalimentare il rifiuto è più che giustificato tanto più  in Italia e in tutta Europa in quanto la proliferazione degli OGM  comporta  l’omologazione degli alimenti a discapito delle molteplici produzioni  tipiche e delle diverse qualità dei prodotti che rappresentano un punto  di forza della nostra economia oltre che un valore culturale  irrinunciabile.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Antonio Borsotti</span></p>
</div>
</div>
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		<title>Proposte per il Congresso Provinciale</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 17:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa Proposte per il Congresso Provinciale “Il senso di una missione” Per ampliare con un contributo di idee e di riflessioni il dibattito nei congressi di Circolo e nel Congresso del PD della provincia di Ravenna, che si avvierà dal 10 maggio, un gruppo di democratici, uomini e donne, ha prodotto un documento di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=138&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato stampa</p>
<p><strong>Proposte per il Congresso Provinciale</strong></p>
<p>“<span style="font-size:medium;"><strong>Il senso di una missione”</strong></span></p>
<p>Per ampliare con un contributo di idee e di riflessioni il dibattito nei congressi di Circolo e nel  Congresso del PD della provincia di Ravenna, che si avvierà dal 10 maggio, un gruppo di democratici, uomini e donne, ha prodotto un documento di riflessioni e proposte sui principali temi politici , amministrativi e sulla organizzazione interna del partito.</p>
<p>Il documento è stato presentato al Segretario Provinciale uscente, Alberto Pagani in un incontro avvenuto martedì 27 aprile, da una delegazione composta da Laura Balducci, Donatella Guerrini, Mara Roncuzzi, e Paolo Valenti.</p>
<p>Al fine di stimolare il confronto e la partecipazione ai Congressi, appuntamento cruciale nella vita di un partito democratico e plurale, il documento è pubblicato sul sito del Pd di Ravenna, aperto al contributo e al confronto di tutti gli iscritti e i cittadini.</p>
<h4>Il documento integrale è riportato qui sotto:</h4>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il risultato delle Regionali ci ha detto che per corrispondere alle aspettative che la nascita del Pd aveva suscitato, per far crescere una cultura, curiosa, ospitale, aperta alle domande della società, per dare risposte ispirate a valori di libertà, giustizia e solidarietà la strada da fare è ancora molta. </span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Un voto che va guardato in faccia con realismo e che indica la urgente necessità di dotare il PD di un programma  e  di un&#8217;organizzazione con profonde radici nella società.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Scelte da compiere con coraggio e determinazione, aprendo una stagione di profondo rinnovamento e facendo avanzare una nuova leva di dirigenti che dia garanzie di qualità.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Ci siamo ritrovati per preparare un documento da proporre ad Alberto Pagani, candidato alla Segreteria del PD della nostra provincia.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Confermiamo la nostra stima nei suoi confronti e gli chiediamo di imboccare con determinazione la strada dell’apertura verso tutte le espressioni progressiste della società e del rinnovamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Abbiamo quindi deciso di dare massima visibilità al documento e chiediamo a tutti gli iscritti del Pd di leggerlo e, se lo ritengono condivisibile, sottoscriverlo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Nello spirito del PD, al servizio del Paese, senza altre appartenenze e interessi se non il buon funzionamento e l’affermazione del nostro partito.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size:x-large;"><em>Il senso di una missione.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Non si può parlare dei partiti senza affrontare il tema della democrazia e non si può parlare della salute della democrazia se non la mettiamo in rapporto con le domande e le espressioni della società civile.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">C’è un rapporto tra la crisi della democrazia parlamentare che stiamo attraversando e la crisi dei partiti.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La contrapposizione tra società civile e partiti è, in democrazia, innaturale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Ci può essere politica senza democrazia, ma non ci può essere democrazia senza politica.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il Pd è nato con l’obbiettivo di alzare la qualità della democrazia in Italia, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini e affrontare le sfide del nuovo secolo nel mondo multipolare e interdipendente.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il suo primo compito, attingendo al meglio delle tradizioni riformiste, è innovare la cultura politica così da corrispondere alle domande e ai bisogni della nuova Italia.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Per poterlo fare deve stabilire un rapporto di osmosi con la società civile così che i partiti siano restituiti alla loro funzione costituzionale e le istituzioni possano funzionare ed essere rappresentative.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La società è la sorgente della democrazia, il luogo delle energie sociali che esprimono attese, formulano progetti, chiedono di essere riconosciute e di trasformarsi in politica.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Se la società ripiega su se stessa, non coltiva idee generali e una visione del futuro, non preme per partecipare, esserci, contare scompare la politica e, con esse, la democrazia.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L’essenza di un nuovo modo di fare politica è dunque l’attivazione di nuovi canali di comunicazione, di coinvolgimento, di corresponsabilizzazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La partecipazione rappresenta un fondamentale carattere identitario del Pd, il suo peculiare modo di essere e di relazionarsi.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Non può restare solo un mito fondativo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Dobbiamo riuscire a farla vivere nei processi decisionali ad ogni livello.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Un Pd in  grado di attivare originali forme di partecipazione rende un servizio a se stesso e alla democrazia in Italia.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La politica è organizzazione di persone e di idee: rendiamola attraente e rappresentativa e la qualità delle nostre proposte migliorerà.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Questa idea di partito aperto e permeabile, ad alta intensità di vita democratica, presente nella ragione fondativa del Pd, estranea alle altre formazioni politiche, fatica tuttavia ad affermarsi, come trattenuta da fili invisibili, in difficoltà a trovare un equilibrio tra diffusione della responsabilità e sintesi decisionale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La differenza delle posizioni sulle forme organizzative, che ha assorbito tanta parte delle energie congressuali, non rende conto, da sola, di una difficoltà così forte e protratta.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Al di là della volontà di chi coltiva, tuttora, del partito una concezione chiusa, autoreferenziale e verticista, siamo evidentemente in presenza della difficoltà culturale di un intero gruppo dirigente ad elaborare le forme di una moderna responsabilizzante partecipazione e di un rinnovamento intelligente divenuto, nel frattempo, indispensabile al raggiungimento dell’obbiettivo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Bisogna prendere coscienza del limite, andare oltre la soglia dell’esortazione e spezzare l’inerzia promuovendo un percorso di ricerca delle energie migliori che si allarghi progressivamente verso la società civile come cerchi nell’acqua.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Si rende tanto più urgente la verifica sperimentale sul territorio di modelli di vita interna partecipati e trasparenti capaci di stimolare e accogliere il contributo di passione e di competenza di chi, e sono tanti, cerca nel Pd il punto di riferimento per la rinascita civile dell’Italia.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>Garantire 	il buon funzionamento di tutti gli organi</strong></span><span id="more-138"></span></li>
</ol>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il rapporto fra direttivo ed esecutivo va impostato secondo un criterio di integrazione funzionale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il direttivo va composto secondo criteri di qualità e rappresentatività.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">I componenti degli organismi provinciali devono rispondere all&#8217;esigenza di un ricambio generazionale non limitato ai soli canoni anagrafici, ma di culture, esperienze attraverso una selezione orientata alla rappresentatività di pluralità di genere, generazioni, gruppi sociali e professionali e di una rappresentatività territoriale..</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Decide sui temi politici locali più rilevanti e viene coinvolto sulle grandi scelte nazionali.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">E’ necessario rendere pienamente funzionanti gli organi di governo del partito. Per facilitare questo compito è necessario istituire organi di dimensioni tali da favorire la discussione ed istituire meccanismi di funzionamento trasparente.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">In particolare si propone di:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">istituire 	una segreteria con compito di direzione politica composta da un 	massimo di 10 persone;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">istituire 	un esecutivo di massimo 20 persone;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">istituire 	una direzione provinciale di massimo 80 persone;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">redigere 	verbale durante ogni riunione da trasmettere a tutti i componenti 	entro la settimana successiva, comprendente le conclusioni del 	segretario;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">prevedere 	la registrazione delle presenze tramite firma, separate fra eletti 	ed invitati, consultabile su richiesta dagli iscritti al partito;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">istituire 	fra i componenti la direzione, integrabili anche con personalità 	esterne, dipartimenti di lavoro a tema e permanenti, dotati di 	risorse, con compito di monitorare con tempistiche non a schema 	fisso e di relazione, con parere “abbastanza” vincolante alla 	direzione.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L’esecutivo programma, seleziona e istruisce le questioni da proporre al direttivo e da corso alle decisioni adottando le formule  organizzative e relazionali più appropriate.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Gli amministratori sono membri invitati, senza diritto di voto sulle questioni che riguardano l’esercizio delle loro  funzioni.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il segretario e l’esecutivo propongono al direttivo i temi e i modi del coinvolgimento di simpatizzanti ed elettori non iscritti al Pd.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>Orientamento 	alla società</strong></span></li>
</ol>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il partito deve favorire il confronto culturale con un’azione di approfondimento, animazione e informazione su tutte le grandi questioni civili ed etiche che percorrono le società moderne, formano il senso civico, influenzano i costumi di vita, confluiscono nella politica come luogo di condivisione e formazione dei progetti per il futuro.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il Pd deve essere società, ritrovare e valorizzare la forza di una militanza generosa ed intelligente e ricercare l’apporto di chi ha con i partiti un rapporto di adesione meno intensa ma non meno preziosa, seguendo il profilo di un’organizzazione a geometria variabile.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Occorre stabilire un circuito permanente di ascolto, confronto e progettazione. Tutto deve essere pienamente aperto alla condivisione e teso a realizzare il massimo coinvolgimento e la massima corresponsabilizzazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">In questo quadro va rilanciato il rapporto con associazioni, comitati, movimenti di cittadini, nella comune ricerca e tutela del benessere collettivo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Tutta l’organizzazione deve avere questa ispirazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="text-decoration:underline;">Radicamento e apertura sono concetti coessenziali, non alternativi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">I circoli costituiscono la prima espressione di questo modo di essere e di fare politica.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Occorre integrare modalità di coordinamento che assicuri la più efficace trasmissione delle pratiche di successo, favorendo relazioni di rete tra i circoli e le persone che li animano.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Occorre assumere modalità e pratiche che rispettino i tempi di vita e di lavoro delle persone che non fanno della politica una professione, per favorire la partecipazione e l’apporto professionale e culturale dei cittadini.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>Formazione 	e selezione dei gruppi dirigenti.</strong></span></li>
</ol>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L’allargamento della partecipazione è la premessa di ogni serio processo di selezione dei migliori con lo scopo di  formare una classe dirigente all’altezza dei compiti che si assumerà.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Un partito che ha l’ambizione di rappresentare il punto di riferimento per il governo dell’Italia non deve mai trovarsi nella condizione di promuovere ad incarichi di responsabilità una persona perché non ci sono altre soluzioni.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Sarebbe la denuncia del suo fallimento. Il rinnovamento deve essere non solo generazionale, ma anche di approcci, culture ed esperienze; questo garantisce la vita di una formazione politica non solo perché ne assicura la continuità ma perché immette nel confronto punti di vista diversi necessari ad una fertile dialettica delle idee.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Confronto e responsabilizzazione sono la base di ogni percorso formativo che deve prevedere una verifica sperimentata della attitudini a ricoprire incarichi importanti.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il Pd ha il dovere, nei confronti dei propri aderenti e delle comunità amministrate, di portare al governo dei processi politici e istituzionali le proprie risorse migliori.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Nessun criterio deve essere anteposto a questo, che può, al più, essere collegato all’esigenza di avere una rappresentanza di genere e anagrafica rafforzata rispetto a quella attuale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La politica, come ogni attività umana, richiede a certi livelli professionalità che si acquisisce attraverso l’esperienza nella direzione dei processi decisionali.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Non deve però necessariamente coincidere con un professionismo che si protrae per tutta la vita, determina automatismi  incongrui e finisce per ostruire i percorsi e limitare l’apporto prezioso di competenze maturate al di fuori dei tracciati tradizionali.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La fase storica che ha visto la prevalenza assoluta di questi caratteri si sta consumando spontaneamente ed è questo il momento giusto per progettare un nuovo equilibrio che contrasti i furori distruttivi dell’antipolitica e assuma l’esigenza di rendere più flessibili e accoglienti i canali di accesso alle responsabilità di chi è portatore di esperienze diverse e altrettanto importanti.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Per le nomine degli amministratori di enti e di società controllate/partecipate occorre applicare rigorosi parametri di competenza, di cui venga dato conto con la massima trasparenza.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">I rappresentanti del partito ad ogni livello devono garantire assoluta correttezza e trasparenza nella vita pubblica e in quella privata.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>4) La sostenibilità come chiave dello sviluppo.</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Economia, welfare e lavoro devono essere al centro dell’attenzione politica.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il PD deve essere protagonista politico di un nuovo grande e forte patto tra eletti ed elettori, tra istituzioni e società civile, tra la politica e i cittadini, un patto fondato su questi tre pilastri.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Solo in questo modo potremo essere portatori di un’idea forte della politica, una politica che sia mediazione alta dei diversi bisogni, che tuteli i diritti dei più deboli, fondata sui diritti di cittadinanza e su un modello di società che abbia al centro le persone e l’innalzamento della qualità di vita per tutti.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Senza sviluppo non c’è benessere materiale delle persone e delle comunità, né la possibilità di ripartire le risorse in modo equo, riducendo la distanza che si è fatta così ampia da compromettere la coesione del corpo sociale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Lo sviluppo alimenta il circuito virtuoso delle libertà e dei diritti che, a loro volta, in una società della conoscenza, sorreggono nuove opportunità economiche.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La sostenibilità ambientale è diventata, nel frattempo, la condizione stessa di riproducibilità del sistema che ci ha dato il benessere.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Se non viene affrontata e risolta ostruisce il cammino dello sviluppo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La Green Economy è la risposta alla crisi nella prospettiva di una ricongiunzione tra economia ed ecologia.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Economia verde che non è solo un importante versante dell’economia su cui orientare l’innovazione delle imprese ma una concezione di vita, Green Life, che riconsidera, in un mondo sempre più congestionato i modi di produzione e di consumo.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>5)</strong></span><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"> </span><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><strong>Rapporto tra il Partito e le Amministrazioni</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Negli enti locali e nelle società a partecipazione pubblica, nelle istituzioni della Provincia di Ravenna, dove il PD è investito di responsabilità a tutti i livelli di governo locale, occorre stabilire un corretto ed efficace rapporto tra il Partito e le Amministrazioni che, nel rispetto delle rispettive funzioni, sia in grado di impegnare gli organi di direzione politica nella discussione e sulle scelte che il partito di  maggioranza propone per la città.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Dove sono in gioco interessi collettivi e scelte strategiche (servizi pubblici locali, scelte urbanistiche e inerenti lo sviluppo economico, politiche sociali ) il PD, nei suoi organi dirigenti di livello corrispondente (direzioni comunali e  provinciali) deve essere in grado di discuterne in tempo utile per far conoscere agli amministratori il proprio orientamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">In questo senso vanno ridisegnati anche i ruoli dei circoli, che vanno adeguatamente sostenuti per raccogliere istanze e costituire reali luoghi  di partecipazione attiva alla vita della comunità locale.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Particolare attenzione va posta nella costruzione di strumenti di democrazia partecipativa, come stimolo, proposta e verifica del lavoro degli amministratori. La costruzione del programma di mandato, bilanci partecipati, bilanci di mandato, valutazione dei risultati delle politiche pubbliche devono essere frutto della partecipazione attiva dei circoli.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Un’idea di sviluppo e di benessere</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Temi politici territorio ravennate</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il nuovo Segretario Provinciale, la Segreteria e la Direzione che saranno chiamati a dettare le linee guida per i prossimi anni del nostro territorio riteniamo che dovranno occuparsi di questi temi.</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">arrestare il consumo del territorio 	incentivando il recupero del patrimonio edilizio esistente;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">progettare lo sviluppo su area 	vasta, rafforzando i legami di sistema e ricercando relazioni di 	rete anche oltre l’ambito provinciale;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">il lavoro e le imprese: perseguire 	uno  sviluppo  economico intersettoriale equilibrato cha favorisca 	l’innovazione nel settore industriale e artigiano e sostenga 	l’agricoltura del territorio; sicurezza sul lavoro;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">ridurre, per quanto di competenza 	delle istituzioni locali, gli adempimenti delle imprese 	all’essenziale per garantire il rispetto delle leggi e la tutela 	dei cittadini;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">incalzare il Governo sulle questioni 	infrastrutturale irrisolte nell’ottica di una revisione dei 	trasporti che deve avere una natura di sistema padano e nazionale, 	per renderli più efficienti ed economici  e per proteggere  la 	salute dei cittadini minacciata dall’inquinamento; rafforzare 	l’azione sul fronte della mobilità cittadina  che, nelle città 	di medie dimensioni, vede ridursi  progressivamente l’apporto dei 	mezzi pubblici sempre più circoscritti ad una tipologia d’utenza 	meno avvantaggiata;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">in generale va previsto un piano di 	trasporto che nel medio periodo sposti la mobilità regionale dalla 	gomma verso il ferro – green mobility- (potenziamento degli 	spostamenti dei pendolari da e verso i grandi centri della regione). 	Conseguentemente potenziare anche parcheggi scambiatori esterni;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">blocco della costruzione di nuovi 	ipermercati, valorizzazione dei centri storici, rilancio attività 	commerciali ed artigianali; </span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">contrazione con i nuovi POC delle 	aree edificabili e inserimento nei POC di criteri di risparmio 	energetico, energie rinnovabili e bioedilizia; incentivare la 	costruzione di edifici privi di barriere architettoniche in 	previsione del progressivo invecchiamento della popolazione;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">green economy: dire no  al nucleare 	e coordinare gli indirizzi sulle nuove tecnologie sulle fonti 	rinnovabili a livello provinciale;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">verso rifiuti zero: riuso – 	riciclo – selezione &#8211; trasformazione &#8211; distruzione; 	generalizzazione della raccolta  “porta a porta”; 	promozione di una filiera corta dei rifiuti; modifica della aliquote 	di pagamento per lo smaltimento, legandole alla quantità dei 	rifiuti prodotti con il superamento delle tariffe legate alla 	metratura abitativa; </span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">consolidare la vocazione turistica 	arricchendo e qualificando l’offerta con una più marcata 	caratterizzazione ambientale ( rilanciare il parco del delta del Po, 	progettare lo sviluppo dell’energia solare sulla costa (Riviera 	solare) valorizzare la ricchezza paesaggistica dell’area 	collinare);</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">politiche socio-sanitarie: 	potenziamento e sostegno a interventi di sviluppo di comunità e 	reti partecipate, politica sociale attenta alle famiglie, 	innovazione dell’attuale sistema di servizi sociali a livello dei 	tre distretti anche attraverso il coinvolgimento attivo delle 	comunità e le loro espressioni associative, sostegno alla crescente 	domanda di assistenza sanitaria e sociale domiciliare e garanzia in 	un sistema socio-sanitario regionale che prevede l’accreditamento 	delle strutture, di un giusto equilibrio tra gestione pubblica e 	privata nell’ottica della centralità dei diritti delle persone, 	strumenti strutturati di controllo degli EELL sull’efficienza ed 	efficacia degli interventi sociali e sull’utilizzo delle risorse 	pubbliche;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">l’istruzione e la 	ricerca:denunciare con forza il progressivo svuotamento di risorse e 	di ruolo della scuola pubblica da parte del Governo centrale; 	necessità di un’azione comune di denuncia e di informazione ai 	cittadini; le amministrazioni si impegneranno comunque 	responsabilmente a sopperire, per quanto nelle possibilità delle 	proprie risorse e competenze ai tagli del governo sostenendo le 	politiche scolastiche;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">una politica per la casa 	incrementando i finanziamenti per l’edilizia residenziale pubblica 	e i sostegni ai mutui e agli affitti dei giovani;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Le pari opportunità: più dignità 	e peso alle donne e ai giovani a partire dalla composizione della 	prossima Direzione e Segreteria Provinciale del PD e dalle elette e 	dagli eletti nelle prossime elezioni amministrative;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Il mondo policentrico e la società 	multietnica sono la realtà e il futuro certo dell’umanità. La 	storia umana non si ferma con una legge: governarne il corso è il 	solo modo di garantire lo sviluppo e la sicurezza nella libertà. 	Pensare all’integrazione in grande, tra i popoli e all’interno 	di ogni Paese vuol dire costruire il futuro. E’ un processo 	inevitabile, necessario e prezioso. Dobbiamo garantire flussi legali 	e integrare chi viene legalmente .Per chi viene ci sono regole e 	valori universali da rispettare,  per chi accoglie ci sono diritti 	uguali da riconoscere. Diritti e doveri sono sanciti nella nostra 	Carta Costituzionale, che è garante di una convivenza e di 	opportunità egualitarie e rispettose della dignità di  tutti gli   	individui;</span></li>
<li><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Promuovere  iniziative di 	consultazione e ascolto degli iscritti e dei cittadini per i temi 	sociali ed ambientali, per accogliere proposte e contributi per 	orientamenti politici che coinvolgono ampiamente la società.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size:medium;">La coerenza delle prassi politiche ed amministrative con le posizioni annunciate su temi cruciali come quelli sopraelencati deve essere sempre massima, per consentire al partito di riguadagnare la credibilità che molti cittadini sembrano non accordargli più.</span></span></p>
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			<media:title type="html">ecodemravenna</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Su la testa &#8211; di Guido Tampieri</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 18:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[Richiesto di spiegare le ragioni della sua adesione alla causa repubblicana nella guerra civile di Spagna Ernest Hemingway rispose: ”Sto con la gente decente”. La scelta cui siamo chiamati è ancora quella. Anche in questi tempi confusi. Nei quali la ragione si smarrisce, la passione civile è sgomenta, la speranza di un’Italia migliore sembra allontanarsi. E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=136&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Richiesto di spiegare le  ragioni  della sua adesione alla causa repubblicana nella guerra civile di Spagna   Ernest Hemingway rispose: ”Sto con la gente decente”.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La scelta cui siamo chiamati  è ancora quella.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Anche in questi tempi confusi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Nei quali la ragione si  smarrisce,  la passione civile è sgomenta, la speranza di un’Italia migliore  sembra allontanarsi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E la politica, che dovrebbe  capire, pensa di non essere capita.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non è la fine della storia,  non c’è un vento della storia che allontana la società dalla sinistra.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La storia siamo noi, siamo  noi a decidere la direzione del vento.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L’Italia ammaliata da  Berlusconi,  l’Italia “imbarbarita e xenofoba” è la stessa che per due volte  in 10 anni ha votato lo schieramento progressista.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Quando suscitava speranza,  fiducia, identificazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Prima di creare disillusione,  sfiducia, allontanamento.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Per propria esclusiva, futile  responsabilità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non si può addebitare  alla modifica dei gusti del cliente la decisione di non tornare in un  negozio nel quale, per due volte, ha comprato un prodotto che si è  rivelato diverso da quello che gli era stato garantito.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dirgli che il nuovo  commerciante  cui si è rivolto vende merce avariata è una verità  insufficiente ad indurlo a tornare.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Potrebbe decidere di non  servirsi  più di nessuno dei due.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Concedere la propria fiducia  è una cosa importante.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le persone serie non lo fanno  con leggerezza.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ salutare che i cittadini  siano esigenti verso di noi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Per ristabilire un rapporto  di fiducia bisogna dimostrare che qualcosa è cambiato.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Finora non è accaduto, non  come dovrebbe, non come potrebbe, non come la gente vorrebbe.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ cambiata, anche grazie  alla legge elettorale, la geografia politica, forze che vanno e forze  che vengono, ma persiste la patologica tendenza all’autoreferenzialità,  l’ansia di distinguersi, la presunzione di possedere in esclusiva  le risposte del presente e le chiavi del futuro.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">C’è tanta mediocrità in  giro.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Molta presunzione e poca  responsabilità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il Pd, ridimensionata la  vocazione  maggioritaria, che voleva essere una risposta di prospettiva  all’impossibilità  di portare a sintesi di governo una moltitudine eterogenea di forze,  fatica tuttavia a rendere credibile un progetto per l’Italia sostenuto  da uno schieramento alternativo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ciò che si vede, per  ora, somiglia troppo all’Unione ed è privo della forza suggestiva  dell’Ulivo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Anziché disputare  fanciullescamente  di chi abbia perso più voti negli ultimi anni forse è di questo  che dovremmo occuparci.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dei contenuti che ci facciano  ristabilire un rapporto col Paese e di come esprimere una forza di  coalizione  che garantisca, questa volta, la solidità che un Governo deve avere.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il Pd è nato per questo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma non è ancora, per  curiosità, coesione, apertura, personale politico, idee il partito  nuovo che voleva essere e di cui la democrazia italiana ha bisogno.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il confronto interno non  raggiunge  il livello di verità che ci coinvolge.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Meglio dirlo adesso.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">All’inizio della lunga marcia  verso l’alternativa.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Quando c’è ancora tempo  per fare bene le cose.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Meglio parlarne adesso.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Senza soggiacere al mortale  ricatto del pensare positivo, ai silenzi che alimentano le complicità:  non è male dire male del male.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Troia non cadde a causa del  dono profetico di Cassandra ma per responsabilità di chi ignorò  i suoi richiami.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E l’accusò di disfattismo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La constituency del Pd, la  nostra consistenza valoriale e sociale resta, nella percezione degli  italiani, indefinita.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non è colpa di questo  o di quello.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ il limite di un intero  gruppo dirigente.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">“Siamo nati per mostrare  una differenza”, padre Bianchi mi scuserà per la citazione irriverente,  ma non siamo così diversi da poter parlare in nome di una diversità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L’attenzione alle forme  organizzative  è importante ma è alla cura dell’anima che dobbiamo attendere prima  ancora che a quella del corpo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Si può perdere un’elezione  ma non l’anima, il senso della propria direzione, la serenità di  giudizio, lo spirito di ricerca, il sentimento di comunione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Se si smarrisce la bussola,  poi, ritrovarla è terribilmente difficile.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dobbiamo rendere pubblica  testimonianza  dei nostri valori.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Farli vivere nel costume di  vita interno, nei rapporti con le persone, nei progetti, nelle azioni.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">C’è bisogno di esempi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Di politici capaci di amare  la propria missione, il proprio Paese più di se stessi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il rinnovamento va praticato,  non predicato.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Se non si rinnova il Pd muore.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ma non ci serve un rinnovamento   purchessia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non ci servono carrieristi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Né giovani guardiani  del tempio privi del dono del dubbio e così insensibili da scambiare  la fedeltà con l’amore.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">In questo passaggio di idee  e di uomini la cosa più importante è preservare l’autenticità del  confronto, non cancellarla “indossando un’unica, terribile maschera  di ferro”.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il ricambio va guidato seguendo   l’idea fondativa di un partito curioso delle culture del XXI secolo,  che non si basta da solo, che vuole discutere, capire, imparare e,  assieme,  organizzare ed agire.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ un risultato lontano e  vicino.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Bersani deve rompere i vincoli  delle appartenenze, onorare le competenze, premiare le qualità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le idee verranno.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ urgente, il popolo del  Pd lo vuole, i bambini ci guardano.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">I valori, come il buon senso  manzoniano, non sono morti, sono solo sopiti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La “nuova Italia”, questa  “grande forza debole”, come l’ha definita Ilvo Diamanti, moderna  e conservatrice, è ancora ricca di energie positive.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Di cultura del fare ma anche  del pensare e del sentire.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Basta guardare al volontariato.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ci sono problemi, non ci sono  derive.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">C’è un processo che l’ha  resa più sensibile al messaggio individualista della destra ma la sua  cultura non è monolitica, chiusa alle sollecitazioni positive, priva  di contraddizioni né tanto meno definitiva.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Quest’Italia non va né  giudicata  né adulata.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Va capita e accompagnata nel  suo cammino.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Nulla è compromesso.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Ingigantire le capacità  dell’avversario è la ricorrente tentazione di chi è più incline  a dissimulare i propri difetti che a correggerli.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La destra è scossa da  contraddizioni profonde.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il declino di Berlusconi è  cominciato.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La Lega avanza ma in Lombardia  e in Piemonte trova una limite alla penetrazione del messaggio  ideologico  che le da forza.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Al di là della concentrazione  territoriale, che rappresenta un grande problema politico, vota Lega  solo uno 0,78% di cittadino su 10 aventi diritto.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">L’Italia non è leghista  come non è berlusconiana.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Le situazioni cambiano e  dobbiamo  essere pronti a coglierle.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Il mondo moderno ha fretta  di risultati.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Tutto si consuma nella società  dei consumi, uomini e politiche.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Tre anni sono un lampo e un  pezzo d’eternità, a seconda di come li utilizziamo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">La buona politica illumini  la notte e i giovani sapranno riconoscere il colore delle cose.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Li faccia sentire importanti  e sapranno assumersi responsabilità.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Dia loro fiducia e la  meriteranno.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Giovani veri, entusiasti,  esigenti,  inappagati, impazienti, imprudenti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Giovani.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Quel che vedono non può  soddisfarli.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">E’ necessario che portino  lo scandalo nel tempio della politica.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Su la testa e al lavoro,  allora.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Non prima di aver recitato  tre mea culpa e di aver frequentato un corso accelerato di modestia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;">Per rappresentare degnamente  la gente decente.</span></p>
</div>
</div>
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			<media:title type="html">ecodemravenna</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Vincitori e vinti &#8211; di Guido Tampieri</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 10:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>

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		<description><![CDATA[“Solo chi non ha ascoltato le ultime notizie può sorridere” scriveva Bertolt Brecht. Nonostante ognuno si affanni a dimostrare di aver vinto in queste elezioni regionali abbiamo perso un po’ tutti. “Le ultime notizie” sono che un italiano su tre non è andato a votare. L’astensione è la più rilevante nota di questa tornata elettorale. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=133&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">“Solo chi  non ha ascoltato le ultime notizie può sorridere” scriveva Bertolt  Brecht.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Nonostante  ognuno si affanni a dimostrare di aver vinto in queste elezioni  regionali  abbiamo perso un po’ tutti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">“Le ultime  notizie” sono che un italiano su tre non è andato a <span id="more-133"></span>votare.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">L’astensione  è la più rilevante nota di questa tornata elettorale.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">I partiti  vedono  allargarsi il fossato che li separa dalla considerazione dei cittadini.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">E’ un serio  problema democratico.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Invece di  addebitarne  le ragioni a cause esterne sarebbe salutare una riflessione approfondita   sulle ragioni interne al sistema.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Al di là  delle deformazioni interessate di chi coltiva della democrazia un’idea  rarefatta e inerme resta il fatto che il mondo politico, con gradi di  responsabilità differenti, da tempo non offre di se un’immagine  attraente.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">C’è una  perdita di credibilità che riduce la rappresentatività dei partiti  e li priva  dell’apporto di energie rinnovabili fondamentali  per garantire la qualità degli uomini e delle idee.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Questa spirale  va spezzata.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Il solo  antidoto  all’antipolitica è la buona politica, quella che risolve i problemi  e progetta il futuro, quella che scalda i cuori e stimola le  intelligenze,  quella che restituisce un senso alla partecipazione dei cittadini.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;"> C’è bisogno  di testimonianze di integrità personale ma anche di scelte collettive  capaci di creare anticorpi alla deriva personalistica, di restituire  alla politica quel carattere di dedizione disinteressata all’interesse  comune che solamente suscita, specie a sinistra, attrattività e  identificazione,  invita alla militanza e al proselitismo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Come si può  difendere una causa se non la si sente propria?</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Come ci si  può sentire vicini se si è tenuti lontani?</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Come si può  evangelizzare se non si è evangelizzati, direbbe padre Bianchi?</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Dobbiamo  analizzare  senza pregiudizi l’astensionismo, che colpisce anche la sinistra,  e i nuovi movimenti che sembrano penalizzare, come in Piemonte,  specialmente  il Pd.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La decisione  di non votare è spesso la conclusione sofferta di un percorso  di disaffezione, un messaggio politico consegnato al silenzio, l’avviso  ai naviganti di una disponibilità non incondizionata.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Va guardata  con rispetto, senza impazienze, può aiutarci a capire e a migliorare.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Così  la difesa ferma della funzione dei partiti, che della politica sono  il fondamento costituzionale, non deve indurci a catalogare sotto la  voce dell’antipolitica, che pure vi trova forte rappresentanza, tutto  ciò che si muove fuori o in disaccordo dai partiti tradizionali.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Quelle  espressioni  della società manifestano talora precise ancorché particolaristiche  posizioni politiche, come il movimento anti Tav e, spesso, sono il  preludio  ad una organizzazione in forma di partito.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La linea di  demarcazione non è così rigida, né fissa.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La  contrapposizione  società civile-partiti è, in democrazia, innaturale, una condizione  temporanea che si ricompone lungo una linea di scontro-incontro, in  equilibri sempre nuovi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">I partiti  svolgono  la loro funzione solo se sono espressione di una società viva,  politicamente  attiva, partecipe, vigile, responsabilmente critica, che tiene in  tensione  il sistema e ne stimola il miglioramento.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">E’ bene dirlo  con chiarezza: c’è ancora vita nei partiti e c’è vita, passione  civile, politica fuori di essi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Di lì, da  questa acquisizione culturale aperta nelle due direzioni comincia la  distinzione tra ciò che è buono, tra i partiti e nei movimenti e ciò  che non lo è, la separazione del loglio dal grano.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La maggioranza  delle regioni è, ora, in mano alla destra.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Regioni  importanti,  sia detto con rispetto delle altre; ci sono, come direbbe Kant, cose  che si contano e cose che si pesano.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">L’omogeneità  fra Governo e Autonomie rappresenta un fattore politico nuovo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Come nuovo  è il ruolo della Lega sulla base di un risultato che la rafforza  e le assegna responsabilità istituzionali di primaria importanza.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">In termini  assoluti il suo consenso non va molto oltre la conferma dei voti  militanti,  estranei al dubbio, insensibili ai risultati (modesti), resistenti  all’astensionismo  che già aveva.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Non sfonda  affatto a sinistra-</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Dovrà  confrontare le sue ambizioni col Pdl ma, quel che è più  importante, dovrà fare i conti, per la prima volta, con se stessa,  col mito del buon governo che ha saputo abilmente creare, con la fine  della rendita di posizione di un partito di lotta e di governo che non  paga il dazio delle inadempienze.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Se ha vinto  davvero lo si saprà quando sarà chiamata a rispondere davanti al Paese  dei risultati conseguiti a Brescia come a Roma.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Ha perso il  Governo, che non ottiene il riconoscimento invocato al suo operare  inerte  e non rappresenta la maggioranza degli italiani ma solo un cittadino  su tre.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Ha perso  Berlusconi,  il cui fascino somiglia sempre più, anche nel trucco scenico, a quello  di Gloria Swanson in “Viale del tramonto”.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Non vincono  i grillini, i cui risultati sono ininfluenti sugli assetti del potere  vero  che vorrebbero scuotere.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Scegliere i  bersagli giusti è prova di intelligenza, dentro e uori dai partiti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">E non può  essere soddisfatto il Pd.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Il risultato  non è pari alle nostre attese e ai bisogni urgenti dell’Italia.  Ci aspettavamo qualcosa di più. Basta guardare negli occhi la nostra  gente.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La  consultazione  elettorale si è tenuta in una stagione politica non comparabile  a quella felice delle elezioni regionali del 2005.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Ma non è  nemmeno  più il momento infelice delle Europee 2009 che segnava il punto di  caduta inerziale della schoccante fine del governo Prodi e della  correlata  sconfitta del centrosinistra nelle elezioni politiche 2008.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Il tempo non  passa invano e gli eventi che hanno contrassegnato questi mesi pensavamo   potessero lasciare un segno.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">La crisi ha  morso duramente le carni della società italiana, producendo un  soprassalto di verità nella rappresentazione artefatta del Grande  Illusionista.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">L’azione  del Governo ha manifestato tutta la sua inadeguatezza.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Le regionali  in Francia facevano sperare che il vento avesse cambiato direzione anche   in Italia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Il congresso  del Pd aveva cominciato a riallacciare il discorso interrotto di una  alleanza per l’alternativa, scompaginato dalle troppe sconfitte e  dalla poca chiarezza strategica.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">L’aspettativa  che Bersani, cosciente delle difficoltà e dei tempi necessari a  costruire  una condizione  vittoriosa, aveva saggiamente misurata nell’invito  duplice a mandare un messaggio di insoddisfazione al Governo e di  incoraggiamento  all’opposizione non si è realizzata.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Nel sistema  a vasi comunicanti della politica il calo di consensi verso Berlusconi  non travasa, ancora una volta, a sinistra, contenuto a destra dalle  paratie stagne della Lega o deviato nelle aree golenali  dell’astensionismo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Una parte  importante  di elettorato, ancorché deluso dalle illusioni, non ritiene ci siano  ancora le condizioni pervenire di qua.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Sulle ragioni  ostinate di questa ritrosia che, in alcune aree, sedimentandosi, rischia   di diventare incomunicabilità, bisognerà continuare ad interrogarsi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Temo che la  sola spiegazione del radicamento territoriale e dell’assetto  organizzativo  non sia sufficiente a spiegare.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Forse c’è  anche qualche problema di contenuto, di personale politico, di  rappresentanza,  di modo di essere e di relazionarsi che il congresso non ha risolto.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Alcuni commenti   a caldo dei soliti noti confortano, purtroppo,  questa convinzione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Ci auguriamo  di non dover assistere allo sterile rituale di un gruppo dirigente  autoreferenziale  che si scambia i ruoli e le battute in commedia ad ogni elezione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Non ci servono  letture confortevoli, né lanci di pietre.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Mani innocenti  che possono farlo non ce ne sono.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Servono, ora  più che mai, onestà di intenti, solidarietà e modestia,  tanta modestia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">E’ tempo  di scombinare gli schieramenti interni e di aprire porte e finestre.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Per uscire  e per fare entrare.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Per guardare  la gente negli occhi, ad altezza d’uomo, come il segretario ha detto  qualche tempo fa.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Vedremmo cose  che forse da tempo non vediamo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Non ci bastiamo   così e non ci bastiamo da soli, né come Pd né come  somma di partiti che devono dar vita all’alternativa: non è questione  di numeri ma di idee, persone, sentimenti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">Abbiamo bisogno   di trovare nella testa e nel cuore le energie per iniziare con slancio  rinnovato una marcia lunga tre anni in territori nei quali dovremo  riconquistare,  con fatica rispetto, amicizia e fiducia.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;font-size:medium;">L’onesta  consapevolezza della realtà delle cose e dei nostri limiti attuali,  assieme alla volontà di riconoscerli e superarli, può farci vincere  la sfida.</span></p>
</div>
</div>
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		<title>CRISI: Momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da altra differente; o anche: subitaneo cangiamento in bene o in male nel corso di eventi, da cui si giudica, si decide per il futuro. &#8211; di Marco Turchetti</title>
		<link>http://ecopinioni.wordpress.com/2010/04/18/crisi-momento-che-separa-una-maniera-di-essere-o-una-serie-di-fenomeni-da-altra-differente-o-anche-subitaneo-cangiamento-in-bene-o-in-male-nel-corso-di-eventi-da-cui-si-giudica-si-decide-per-il-f/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://ecopinioni.wordpress.com/?p=131</guid>
		<description><![CDATA[Che cosa è quindi la crisi se non una profonda soluzione di continuità che chiama tutti ad un profondo cambiamento, in noi, nelle nostre abitudini, nella nostra fondamentale visione del futuro. L’edilizia è responsabile del 30% dei consumi energetici mondiali e del 40% delle corrispondenti emissioni di CO2. E’ necessario invertire la rotta. Il pensiero rivolto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=131&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Che cosa è quindi  la crisi se non una profonda soluzione di continuità che chiama tutti  ad un profondo cambiamento, in noi, nelle nostre abitudini, nella nostra   fondamentale visione del futuro.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’edilizia è  responsabile  del 30% dei consumi energetici mondiali e del 40% delle corrispondenti  emissioni di CO2.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">E’ necessario invertire   la rotta.<span id="more-131"></span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Il pensiero rivolto  alle generazioni future deve essere parte integrante della progettazione   degli edifici.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Il processo con cui  edifichiamo, i materiali che utilizziamo, sono fattori fondamentali  per chi abiterà oggi e per chi verrà dopo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’obiettivo  fondamentale  che ci si deve porre pensando al progetto di nuovi edifici è quello  di realizzare fabbricati fortemente caratterizzati da ridotti consumi  energetici e dunque capaci di sfruttare al massimo l‘energia fornita  dalla radiazione solare nel periodo invernale ed al contempo in grado  di difendersi dal rischio di surriscaldamento soprattutto nel periodo  estivo.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Il desiderio quindi  che deve motivare la scelta di progettare su questi presupposti è quello   di poter rendere più adatti gli edifici a recepire strategie tecniche  finalizzate al miglioramento del comportamento bioclimatico, ma  soprattutto  di rendere possibile la realizzazione di interventi fortemente ispirati  dalle tecniche del contenimento delle dispersioni energetiche, alla  maggiore riduzione del fabbisogno energetico ed infine ad un mirato  sfruttamento delle risorse rinnovabili.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Il cambiamento  richiesto,  anzi direi ormai imposto dalla crisi, deve condurre tutti noi: utenti,  fruitori, operatori e progettisti a pretendere  e produrre modelli  che possano servire da esempio e dunque da veicolo per la diffusione  sull’intero territorio di un nuovo modo di costruire, non solo più  rispettoso dell’ambiente, ma anche più economico e, non da ultimo,  già più avanzato rispetto a quanto prospettato dalla legislazione  in materia di risparmio energetico.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Consapevoli del fatto  che la maggioranza della popolazione sogna una casa individuale su un  grande lotto, ci si deve però porre il problema della assoluta necessità   di rallentare la frammentazione del paesaggio e il consumo di  territorio.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">La proliferazione  urbana  ha effetti nocivi per l’uomo e per la natura: aumento dei trasporti  e dei disturbi indotti (rumore, inquinamento), deterioramento delle  relazioni sociali, distruzione del paesaggio.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Lottare contro questa  tendenza significa prima di tutto trovare un’alternativa (in termini  di occupazione del suolo, di tipologia e di uso) al villino di  periferia,  simbolo della casa unifamiliare.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Le regioni europee  a forte densità abitativa hanno già sviluppato molti modelli,  imposti dagli alti valori fondiari: case gemellate, o a schiera,  abitazioni  intermedie, ristrutturazioni o miglioramenti di case esistenti tramite  un’ottimizzazione e una riqualificazione energetica.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Queste tipologie  abitative  a più densa presenza umana possono garantire la privacy individuale  pur riducendo la pressione sull’ambiente.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’interesse da parte  di molte persone a prodotti ecologici è legato alla ormai consolidata  presa di coscienza dei problemi ambientali: cambiamento climatico,  limitatezza  delle energie fossili e delle altre risorse naturali, inquinamento  dell’aria  e dell’acqua, perdita della biodiversità e rischi per la salute.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Una volta presa  coscienza  di queste minacce, è logico che gli uomini cerchino di tutelarsi,  concentrandosi prima di tutto sul luogo nel quale si passa la maggior  parte del tempo: la casa.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">La si vorrebbe  accogliente,  cioè confortevole in inverno e fresca in estate, e soprattutto  sana, per prevenire le allergie e altre malattie di cui alcuni prodotti  utilizzati nell’edificio possono favorire la comparsa.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Alla luce di ciò  si devono tenere in considerazione tre fondamentali principi:  integrazione  nel contesto, confort termico (sia d’inverno che d’estate) e scelta  ragionata dei materiali.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Il risultato finale  dovrà essere l’esito quindi di una sintesi creativa.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’obiettivo è infatti  quello di trovare un compromesso equilibrato tra intenzioni sociali,  culturali, economiche ed ecologiche, i quattro pilastri di uno sviluppo  equo e sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’esigenza di un  clima sano –con un tasso di umidità controllato in modo naturale–  è particolarmente sentita in questi anni, in cui sono già scoppiati  molti scandali di sanità pubblica legati a danni causati dagli edifici:  malattie respiratorie dovute all’amianto, saturnismo, legionellosi.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Per tutti i prodotti  per l’edilizia, dai componenti strutturali alle finiture, la scelta  deve infatti tener conto dell’intero ciclo di vita dell’edificio:  lo sfruttamento della materia prima, la sua trasformazione, la messa  in opera, lo smantellamento e il riciclaggio, le filiere produttive  e distributive.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">È necessario verificare   la quantità di energia spesa in tutti questi passaggi.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Occorre 1 kilojoule  per ottenere un chilogrammo di legno tagliato e segato, ma servono 42  kilojoule per 1 chilo di acciaio e 142 per 1 chilo di alluminio.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">La soluzione più  ecologica -ed economica- è dunque l’utilizzo della quantità corretta  di buon materiale al posto giusto.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">In un’ottica di alta  qualità abitativa interna, rispettosa dell’uomo e dell’ambiente,  e comunque non particolarmente incidente sui costi di costruzione, si  deve puntare all’utilizzo nei sistemi costruttivi, negli isolamenti  e nelle finiture di materiali privi di emissioni nocive e non dannosi  per gli utenti finali, possibilmente non sintetici e di origine  naturale,  facilmente reperibili in loco o tipici del luogo in cui s’interviene,  mettendo così in pratica alcuni dei principi fondamentali della  cosiddetta  Bioarchitettura.</span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Oltre ovviamente a  tutto ciò è necessario far emergere l’effettiva e documentata qualità  energetica dei risultati ottenuti, la trasparenza nei tempi di  ammortamento  degli investimenti (e dunque nel rapporto costi iniziali/costi  gestionali  nel medio-lungo periodo), ma soprattutto il carattere originale e  distintivo  che porterà a differenziare questi prodotti dall’offerta generalizzata  di un mercato ancora molto lontano dal concetto di efficienza  energetica.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;font-size:small;">Arch. Marco Turchetti</span></p>
<p><a href="mailto:marco@progettaresostenibile.com" target="_blank"><span style="font-family:Tahoma;color:#0000ff;font-size:small;"><span style="text-decoration:underline;">marco@progettaresostenibile.com</span></span></a></p>
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			<media:title type="html">ecodemravenna</media:title>
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		<title>RAVENNA 2020 &#8211; di Alberto Rebucci</title>
		<link>http://ecopinioni.wordpress.com/2010/04/18/ravenna-2020-di-alberto-rebucci/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ecodemravenna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2020, per chi è  impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale, è un anno simbolico. Il 2020 è infatti la scadenza fissata dall’Unione Europea, nell’ambito del Protocollo di Kyoto, per centrare gli obiettivi del 20 (miglioramento dell’efficienza energetica) / 20  (riduzione delle emissioni di CO2) / 20 (quota del consumo energetico coperta con l’utilizzo di fonti rinnovabili) finalizzati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ecopinioni.wordpress.com&amp;blog=6086217&amp;post=129&amp;subd=ecopinioni&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Il 2020, per chi è  impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale, è un  anno simbolico. Il 2020 è infatti la scadenza fissata dall’Unione  Europea, nell’ambito del Protocollo di Kyoto, per centrare gli obiettivi   del 20 (miglioramento dell’efficienza energetica) / 20  (riduzione  delle emissioni di CO2) / 20 (quota del consumo energetico coperta con  l’utilizzo di fonti rinnovabili) finalizzati a contrastare i cambiamenti   climatici in atto su scala mondiale.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Ora, a noi paiono  evidenti  alcuni aspetti da tenere in considerazione per il raggiungimento  dell&#8217;obiettivo: </span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">1) E&#8217; necessario non  solo un cambio di tecnologie, ma un profondo <span id="more-129"></span>cambiamento  dell’organizzazione  economica e sociale, che peraltro, come indicano i primi effetti della <em> green economy</em>, può avere risultati molto positivi sulla qualità  e tenuta dello sviluppo economico e dell’occupazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">2) E&#8217; necessario che  ognuno faccia la propria parte. Ogni Paese, compresa l’Italia che  è ancora in grave ritardo (ad esempio le rinnovabili coprono l’8%  dei consumi complessivi contro il 17% previsto al 2020) ma anche ogni  regione, ogni città, persino ogni impresa e ogni cittadino. </span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">3) Ravenna è  una media città all’avanguardia per diversi aspetti: reddito,  occupazione, qualità della vita, organizzazione dei servizi sociali,  attività culturale (tanto da meritare di divenire capitale europea  della cultura nel 2019). Noi pensiamo che debba esserlo anche rispetto  a questo obiettivo, cruciale per l’intera umanità. Ne abbiamo la  possibilità, anche per i passi avanti compiuti in questi anni in campo  ambientale, e dobbiamo dunque farlo anche per essere realmente  competitivi  e quindi in grado di difendere e migliorare la nostra qualità della  vita. </span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">4)  Non possiamo  aspettare il 2019, per dare il nostro contributo, ma dobbiamo muoverci  subito, innovando il nostro sviluppo e cominciando a cambiare  gradualmente,  ma decisamente, i nostri comportamenti.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Ma cosa significa nel  concreto?  E come è possibile coinvolgere attivamente i cittadini  su questo progetto di straordinaria importanza ma tutt’altro che  semplice,  evitando che appaia un obiettivo tecnocratico che impone solo nuove  fastidiose regole ?</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Sono domande non banali   che richiedono a nostro avviso contributi diversificati da parte del  mondo politico, culturale, scientifico (ad esempio da parte del nuovo  Tecnopolo) e imprenditoriale.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Noi riteniamo opportuno   porre alcuni primi temi di discussione e di azione, certamente da  arricchire  e da ampliare: <strong>i modi di risparmiare e produrre energia, le modalità  di costruire, i sistemi di mobilità.</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;"><strong>Produzione di  energia. </strong> Su questo tema il Sindaco di Ravenna e i Piani Energetici Comunale e  Provinciale hanno già detto cose importanti: Ravenna, grazie alla scelta   del metano, produce già oggi molta più energia di quanta ne consumi,  dunque no ad ipotesi di centrali nucleari e no a nuove centrali  tradizionali  che usino fonti fossili.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Inoltre la provincia  di Ravenna, grazie alla sensibilità dei suoi imprenditori e dei  suoi cittadini, è divenuta la prima provincia della Regione  Emilia-Romagna  per numero di impianti fotovoltaici installati in rapporto agli  abitanti.  E sono preannunciate nuove iniziative come il più grande impianto  fotovoltaico  mai realizzato in Italia. Un dato sicuramente importante. Ma non basta.  Siamo molto lontani dall’obiettivo del 20% di produzione da fonti  rinnovabili e la quantità di CO2 prodotta per abitante è molto elevata.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Dunque bisogna fare  di più e probabilmente i soli incentivi nazionali, che ci battiamo  perché rimangano anche dopo il 2010, non saranno sufficienti.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Facciamo un paio di  esempi: gli studiosi dicono che una parte grande del consumo di energia  è finalizzato a scaldare acqua a medie temperature. Un qualsiasi  tecnico del settore ci può dire che il solare termico è, dopo  l’idroelettrico, la fonte rinnovabile più consolidata e sicuramente  conveniente. E’ certamente positivo che i nuovi regolamenti edilizi   abbiano previsto che le nuove costruzioni debbano prevedere che almeno  il 50% dell’acqua calda sia prodotta con l’utilizzo di fonti  rinnovabili,  ma la sfida decisiva non è sul nuovo è sulla riqualificazione quello  che già c’è. Perché dunque non prevedere che quando qualsiasi famiglia  cambia la propria caldaia debba integrare una caldaia ad alta efficienza   con pannelli solari termici? I cittadini ne trarrebbero un vantaggio  in termini di risparmio, l’economia (dai produttori agli installatori)  pure e in breve tempo ridurremmo circa  il 30% di CO2 per la produzione  di acqua calda.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">La stessa cosa vale  per il fotovoltaico. Se è giusto regolamentare lo sviluppo del  fotovoltaico a terra, non vi è dubbio che, specie alla luce della  costante  evoluzione tecnologica e della graduale riduzione dei costi, il non  utilizzo di migliaia di tetti ben orientati su edifici pubblici e  privati  rappresenta uno spreco intollerabile. Pensiamo che con circa 15.000  euro, integralmente finanziabili con anticipazioni bancarie e ampiamente   recuperabili con il conto energia, sarebbe possibile compensare il  consumo  energetico classico di 3 Kwp di tutte le famiglie di Ravenna. E il  ragionamento  vale ancora di più per gli edifici pubblici dove per l’installazione  a tappeto di impianti fotovoltaici si possono utilizzare soluzioni  diverse  (dalle ESCO, ai bandi per le forniture di calore ed energia,   all’affitto  dei tetti a operatori specializzati) che non incidono sui pesanti  vincoli  del Patto di stabilità imposto dal Governo nazionale.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Ma anche eolico,  micro-eolico,  geotermia e teleriscaldamento sono soluzioni da studiare attentamente  anche per la nostra provincia e che potrebbero dare risultati  significativi  in attesa di soluzioni ancor più innovative che verranno sperimentate  nel nuovo Tecnopolo dell’energia. </span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;"><strong>Qualità  degli edifici.</strong> Per anni si è costruito troppo e male, specie dal  punto di vista dei consumi energetici. Ora la Regione Emilia-Romagna  ha approvato un Piano Energetico che prevede, come minimo, per i nuovi  edifici la Classe C, ma al contempo il mercato è fermo e l’industria  delle costruzioni in grave crisi. Non saranno le nuove abitazioni a  risolvere i problemi né ecologici, né economici se non nel lunghissimo  periodo. Bisogna intervenire sulla riqualificazione dell’esistente.  E allora perché non fissare da un lato un tetto massimo di consumo  energetico da realizzare ad esempio entro il 2020 per tutti gli edifici    e nel contempo coinvolgere gli Istituti di Credito in un piano di  finanziamenti  agevolati finalizzato alla riqualificazione degli edifici esistenti?  I vantaggi per l’ambiente e l’occupazione sarebbero enormi e le  spese sarebbero compensate dai risparmi nelle bollette.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;"><strong>Mobilità.</strong> I  risultati per il 2020, e ancor più quelli che sarà necessario ottenere  al 2050, non sono conseguibili se non si supera una mobilità per persone   e merci centrato sul trasporto individuale su gomma e con i tradizionali   motori a benzina o diesel.  In particolare, se non si modifica  la mobilità urbana, sono a rischio la salute e la qualità delle nostre  splendide città.</span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;"><strong>Per Ravenna  avanziamo  tre proposte: </strong></span></p>
<ol type="1">
<li><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">per il <strong>trasporto merci</strong> si deve concentrare l’attenzione (e le risorse pubbliche e private)    sul nesso porto-ferrovia, decisivo anche per consentire al nostro  scalo    di servire mercati più ampi; </span></li>
<li><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">per il <strong>trasporto extraurbano</strong> il miglioramento dei collegamenti con Bologna e il sistema veloce  costiero    debbono divenire davvero una priorità politica per Regione ed Enti    Locali, chiamando in causa il Governo Nazionale sfidandolo davvero sul     terreno del “fare“;</span></li>
<li><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">per la <strong>mobilità    urbana,</strong> noi crediamo si debba andar oltre i provvedimenti     tampone (es. la Domenica o i Giovedì senza auto). Proponiamo di  fissare    un obiettivo netto di medio periodo: entro il 2020 all&#8217;interno della    città Ravenna si preveda si possa girare solo con mezzi pubblici  (efficienti    e puliti), in bicicletta o con auto a emissioni zero o a metano. Il    reale perseguimento di un tale progetto avrebbe effetti enormi anche    sulle scelte dei privati cittadini e sull’economia, specie se si fa    sul serio da subito chiedendo, ad esempio, ai distributori di  carburanti    di estendere ulteriormente la rete del metano e di dotarsi  gradualmente    di una rete di distributori per la ricarica delle auto elettriche che    ormai stanno entrando in effettiva produzione. O cominciando ad  attivare    i primi parcheggi scambiatori, o progettare  una forte innovazione    del trasporto pubblico e così via.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Sono solo alcune idee  che, se ampiamente discusse con i cittadini ed attuate gradualmente,  rappresenterebbero una grande sfida riformista capace di guadare al  futuro e di parlare alle energie migliori della società a partire dai  giovani, dal mondo dell’impresa e del lavoro. </span></p>
<p><span style="font-family:Calibri;font-size:small;">Una sfida decisiva  dunque per il PD e per le forze progressiste della nostra città. </span></p>
</div>
</div>
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