Il Congresso del Partito Democratico è una straordinaria opportunità politica per tutti i cittadini italiani.
Mano a mano che si procede verso le primarie di ottobre si vanno delineando con sempre più sensibilità i contenuti dei candidati.
Un’idea di Partito e di Italia. Un confronto sereno, profondo, sincero è quello di cui ha bisogno il PD per potersi radicare e affermare come identità politica forte e coesa.
In tutto questo il ruolo dell’Associazione degli Ecologisti Democratici sta già risultando veramente determinante nella definizione programmatica e culturale delle mozioni in campo.
L’Associazione è il luogo di cultura politica di chi si sente vicino al PD che ha come missione quella di portare nella politica italiana e nel PD la cultura ecologista a pilastro fondamentale delle politiche di governo. In questo senso è nei confronti dei candidati al congresso è equidistante.
Equidistanza dai candidati che si traduce però in un fortissimo stimolo, senza sconti, a mettere al centro l’ambiente e la sostenibilità, un nuovo modello di sviluppo, la Green Economy.
Chi ha seguito il dibattito precongressuale di questi ultimi giorni avrà potuto notare che diversi passi in avanti sono stati fatti nelle prese di posizione dei diversi candidati, dalle valutazioni sul G8 alle politiche industriali italiane.
Questo è sicuramente anche il frutto dello straordinario impegno di tanti ecologisti democratici che sono riusciti a far pesare le loro ragioni con i loro leader di riferimento.
Mi limito a notare come tutti abbiano nei giorni scorsi avuto modo di manifestare la loro netta contrarietà alla scellerata politica di ritorno al nucleare di vecchia generazione di questo governo.
Questa è sicuramente una vittoria per tutti gli Ecologisti e per il PD che aggiunge un tassello alla propria base programmatica e culturale, differenziandosi in modo inequivocabile dalla destra italiana, il cui antiambientalismo è, tra le tante, una piaga devastante per il futuro del nostro paese.
La strada verso una politica della sostenibilità vera è lunga e difficile, ogni Ecologista Democratico è chiamato a battersi, oggi ancora di più, per l’affermazione dei propri valori, nel PD misurando la coerenza dei propri candidati di riferimento, come nella propria comunità.
Deve emergere con sempre maggiore chiarezza come un nuovo modello politico e culturale per il progresso economico, civile e sociale, non possa prescindere dal pilastro della sostenibilità ambientale, pena l’incoerenza e il fallimento.
Il PD deve essere il più grande partito ecologista d’Europa, grazie anche alla nostra battaglia.
Come ha affermato il portavoce nazionale dell’Associazione, “se alla fine del congresso le ragioni dell’ambientalismo avranno fatto un passo in avanti, chiunque sarà stato eletto segretario, potremo dire di aver vinto tutti”.
Stefano Patrizi