Sono contrario a usare animali per il divertimento, in strutture come zoo o circhi.
Non è degno di una civiltà con una sensibilità e una cultura elevata, non è utile a elevare turisticamente una località.
A Ravenna c’è stato un lunghissimo iter amministrativo dopo il quale la proposta iniziale è molto migliorata; l’amministrazione ha detto e ridetto di non considerarlo un progetto che porta lustro alla città, ma anche che non esistono ragioni legittime per opporsi.
Le regole sono fatte per essere rispettate nell’interesse di tutti.
Se per la legge si può aprire un “parco faunistico”, non può essere il Comune ad impedirlo: può, e mi risulta l’abbia fatto, controllare che tutto sia in regola, compreso l’impatto ambientale, ma non può opporsi ad un’attività imprenditoriale per motivi etici. Se lo facesse sarebbe travolto dal TAR, con la conclusione che l’intervento si farebbe comunque e che il Comune dovrebbe risarcire l’imprenditore.
A mio parere è stato fatto quello che era possibile per limitare il danno e per rendere il progetto più presentabile, sostenibile, e civile.
Spetta comunque, alla fine, al Ministero dell’Ambiente autorizzare l’uso degli animali in una struttura come questa.
Sarebbe assai più utile che i contestatori si rivolgessero al Ministro all’Ambiente, per sensibilizzarlo sul tema, anche se credo con non grande probabilità di successo.
Ritengo ripugnanti alcune delle “pratiche politiche” utilizzate da qualche gruppo che afferma di difendere la causa animalista: imbrattare muri pubblici e privati, infatti, oltre ad essere un atto illecito, ha l’effetto di alienarsi le simpatie di possibili civili sostenitori.
Le regole sono uguali per tutti.
Stefano Patrizi