Ogni giorno economisti diversi cercano di prevedere quando la crisi che ha colpito la società mondiale finirà.
E’ certo però che il mondo che abbiamo conosciuto non potrà tornare. Quando e come i nuovi assetti della società mondiale si affermeranno?
Oggi abbiamo la possibilità di poter incidere sul nuovo modello di società, plasmarlo secondo la nostra volontà, solo se riusciamo ad immaginarlo. A sognarlo.
Questa è la vera sfida.
La crisi non ha colpito solo l’economia, facendo venire alla luce l’inquantificabile indebitamento di stati e banche, dell’uomo nei confronti del patrimonio naturale, ma ha colpito i valori e la cultura affermati.
Il Partito Democratico è la piattaforma politica su cui gli uomini di progresso possono e devono lavorare per affermare in Italia e in Europa un nuovo modello di società e una nuova base di valori.
Per raggiungere nuovi traguardi di benessere e di equilibri mondiali, l’uomo dovrà riparare i danni e le ferite inferte al pianeta, ed operare sapendo che il benessere proprio e della comunità aumenterà solo se migliora l’ambiente naturale che lo circonda.
La pace e la stabilità mondiale non possono esistere senza una distribuzione equa delle ricchezze, senza regole e istituzioni internazionali forti, condivise e rispettate, tra gli stati e i popoli.
Il gioco economico del futuro non deve più essere quello dei capitali sulle persone, ma quello delle persone sui capitali. Dell’economia civile, del lavoro, della piccola e media impresa, di quella grande governata democraticamente, dello stato che ordina e disciplina la libertà di tutti.
Il grande patrimonio politico che il Partito Democratico sta portando è quello del Fare Ecologico: per un ambientalismo pragmatico e propositivo, non di nicchia ma di maggioranza.
L’ecologia è il nuovo pilastro del progresso e sta determinando il vento che spira dai nuovi assetti internazionali.
Ma il Governo italiano sembra aver imboccato, incredibilmente, il vicolo cieco della retroguardia e del “negazionismo” ambientalista.
Il Senato della Repubblica, con i voti della maggioranza, ha approvato un ordine del giorno che nega i mutamenti climatici indotti dall’attività dell’uomo, negando che esistano i fenomeni, provati dalla comunità scientifica internazionale, dell’innalzamento dei mari e dello scioglimento dei ghiacci, affermando addirittura l’effetto positivo dell’eventuale aumento della temperatura media del pianeta!
Non può essere questa la sensibilità dei cittadini italiani, che meritano un linguaggio che parli ai propri figli, che porti l’obiettivo alto e nobile della sostenibilità ambientale.
Non è l’aumento del PIL che porterà la felicità sul pianeta, ma la possibilità di realizzazione integrale della persona e della collettività.
Le elezioni alle porte danno la possibilità ai cittadini, sia per l’Europa che per i propri comuni, di scegliere la strada della “Green Revolution”, la nuova avanguardia, per uscire dalla crisi, scegliendo il Partito Democratico.
Stefano Patrizi
ANCHE COME ECOLOGISTI DOBBIAMO RESISTERE ALLA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA
Non è un buon momento per la democrazia italiana e accanto a comportamenti indecenti e a buffonate ci stiamo un po’ troppo abituando a cose molto gravi come l’ attacco di Berlusconi, Presidente del Consiglio e padrone dei Media italiani, che attacca le uniche voci libere italiane
( TG3 o Repubblica che sia ) oppure, su un piano diverso, il populismo illiberale di chi nel centro-destra lancia ogni giorno un referendum sui giornali locali per proibire la nascita di una moschea e dunque impedire la pratica religiosa alla seconda fede religiosa esistente in provincia di Ravenna .
Insomma è in atto da tempo una trasformazione della nostra democrazia da democrazia costituzionale basata sui grandi proncipi liberali delle democrazie occidentali a democrazia autoritaria, una sorte di dittatura della maggioranza grazie all’ arroganza, al populismo più sfrenato e all’ egemonia sui Media e dunque senza la necessità di nuove marce su Roma.
E in questo clima ogni giorno assistiamo a partire dal presidente del Consiglio ad attacchi di varia natura ad esponenti o giornalisti democratici.
Dunque vigiliamo e reagiamo con più determinazione.
Non solo i nostri Leader nazionali che pure qualche cosa di importante hanno tentato di dire, preannunciando unitariamente e giustamente mobilitazioni autunnali in difesa della democrazia e della libertà e per una nuova politica economica e sociale, ma anche ciascuno di noi.
Non dobbiamo dimenticare che in termini numerici chi fa riferimento a uno schieramento di centro o di sinistra alternativo al centro-destra dell’ asse Berlusconi-Bossi è ancora circa il 50%. Solo che siamo spesso divisi, rattrappiti, talvolta avviliti al punto persino per una parte di noi di rinunciare a votare, come è avvenuto alle europee.
Dunque facciamoci sentire ogni giorno, resistiamo alll’ autoritarismo e populismo quotidiano e proponiamo sempre i nostri valori anche quando è difficile come per la moschea a Ravenna perchè molti cittadini sono irretiti dalla paura e dalla diffidenza verso le minoranze e gli immigrati ( anche con gli ebrei in Germania negli anni ‘30 e ‘40 il meccanismo fu lo stesso e condusse dove sappiamo ).
E difendiamo e semmai stimoliamo i nostri amministratori e consiglieri che abbiamo liberamente eletto e che ci rappresentano nelle istituzioni democratiche.
Usiamo i mezzi che abbiamo per farci sentire, il congresso del PD che va preso molto sul serio anche al di là delle pur autorevoli candidature, facebook, le feste del PD e degli altri partiti di opposizione, i vecchi volantini, i siti web, i giornali on line ( noi ecologisti democratici della provincia di Ravenna usciamo da un anno ogni mese sul nostro sito con il mensile La Garzetta ).
Insomma dopo il caldo di agosto, ci aspetta un periodo molto intenso.
Come ecologisti democratici ci saremo, sui temi ambientali certo ma anche per una sana ecologia delle istituzioni democratiche
Alberto Rebucci